Ibis eremita (Geronticus eremita)

 

L’Ibis eremita (Geronticus eremita) è un uccello appartenente all’ordine dei pelecaniformi e alla famiglia dei treschiornitidi.

Nomi
scientifico:  Geronticus eremita (Linnaeus, 1758)
inglese: Northern Bald ibis
francese: Ibis chauve
tedesco: Waldrapp
spagnolo: Ibis eremita

Ibis eremita (Geronticus eremita) Ha una lunghezza di 70-80 cm e un’apertura alare di 120-135 cm.
I maschi sono di dimensioni leggermente superiori alle femmine ed hanno un becco più lungo.
Di aspetto molto singolare hanno la testa e parte del collo calva con un ciuffo di penne sulla parte posteriore. Il piumaggio è nero ma con riflessi molto belli di colore verde, viola e bronzo, le parti nude sono di colore rosso e sebbene, a prima vista, possano assomigliare a piccoli avvoltoi non ne sono imparentati e non si cibano di carogne.
Il nome deriva dal comportamento, nidificano infatti su pareti rocciose, falesie e grotte inaccessibili, anche se è un uccello dalle abitudini gregarie.
Cerca il cibo in steppe o campi coltivati, camminando sul terreno, pronto a catturare con il becco piccoli mammiferi, rettili, molluschi, aracnidi e insetti che scova con il lungo becco.
La riproduzione ha inizio a metà febbraio, le uova da 2 a 4 vengono deposte nei mesi di marzo e aprile in zone semi desertiche e vengono covate per 24-28 giorni.
Sia il maschio che la femmina si occupano della costruzione del nido, dell’incubazione delle uova e dell’allevamento dei piccoli nidiacei, l’involo avviene dopo circa 40 giorni dalla nascita.


La specie è estinta in Europa da 400 anni, era un tempo molto diffusa, nidificava anche in Italia, ma si è  estinta a causa della caccia, dell’agricoltura intensiva  e dall’utilizzo dei pesticidi.
Ibis eremita (Geronticus eremita) Le uniche popolazioni nate non in cattività presenti in Siria e Marocco svernano in Arabia meridionale ed Africa orientale.
Poiché questa specie è gravemente minacciata di estinzione l’Europa sovvenziona la reintroduzione dell’Ibis con il progetto LIFE+ “Reason for Hope”, che durerà dal 2013 al 2019.
Questo progetto si integra al progetto di conservazione dell’associazione austriaca “Förderverein Waldrappteam” che si occupa da più di dieci anni della reintroduzione di questa specie in Europa con individui nati in cattività.
Tutti gli individui che ho potuto osservare e fotografare in Austria erano infatti marcati con anelli di identificazione alle zampe e trasmettitori GPS.
L’insegnamento, ai giovani uccelli nati in cattività ,delle rotte migratorie migliori per valicare le Alpi è stato effettuato con l’utilizzo di voli in deltaplano con a bordo come copiloti i ricercatori che li hanno allevati fin da piccoli.  Alcuni esemplari diventati adulti sono riusciti a ripetere negli anni successivi la rotta di migrazione e ad insegnare ad altri giovani il percorso fatto (comunicato stampa).
Negli anni scorsi alcuni individui, partiti da Salisburgo, si sono fermati in Italia presso l’oasi di Orbetello e nel 2015 è stato visto volare anche qualche esemplare sulla Val di Non.
Purtroppo, durante il progetto, la maggioranza degli uccelli che erano riusciti a riprendere le rotte migratorie sull’Italia sono stati abattuti illegalmente da cacciatori italiani.
Ibis eremita (Geronticus eremita)
Durante gli ultimi 12 anni, sono stati uccisi 60 Ibis, 70% dei quali sono stati abbattuti con un arma da fuoco durante la stagione venatoria in Italia. Senza la riduzione di questo tasso di mortalità, non sarà possibile evitare l’estinzione di questa specie.
Si è provato a combattere ignoranza e illegalità con il coinvolgimento di varie associazioni venatorie e di un’importante personalità ambientalista come Jane Goodall, ma purtroppo sono ancora troppi gli “sportivi della cartuccia” pronti a sparare a qualunque specie in estinzione.
Anche l’Istituto Max-Planck di Radolfzell in Germania si è unito al progetto ed ha cominciato a testare trasmettitori leggerissimi, ad energia solare, che tracciano ogni movimento dei volatili sul territorio. Questi dispositivi hanno inoltre già permesso di identificare e denunciare un cacciatore italiano colpevole di ben due abbattimenti di Ibis.
Per vedere le rotte migratorie e gli spostamenti degli esemplari tracciati ci si può collegare al sito Movebank o utilizzare l’app gratuita Animal tracker.
Dall’osservazione di questi tracciati si può verificare la rotta migratoria proveniente dalle Alpi, che attraversa la pianura padana e termina sulla costa Toscana, da Pisa fino ad Orbetello.

 

Il video di Johannes Fritz sul progetto Ibis:

Il volo degli Ibis di Askanews
https://www.youtube.com/watch?v=WmibXXjiIo0

Link utili:
Waldrapp Team
L’Ibis eremita in Italia (Ebn)
Gli ultimi Ibis di Palmira

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