Geotritone italiano (Speleomantes italicus) In mezzo ai boschi dell’Appennino tosco-emiliano, di notte, dopo un temporale, ho finalmente incontrato questo bellissimo anfibio urodelo che cercavo di osservare da alcuni anni.
Il geotritone italico è un endemismo dell’Appennino centro-settentrionale, ha abitudini principalmente notturne ed esclusivamente terrestri, esce in superficie solo con tempo particolarmente umido e fresco, rimanendo per la maggior parte del tempo nascosto sotto le pietre o in nascondigli sotterranei.
Vive ad un’altitudine compresa tra gli 80 e i 1600 m. e predilige ambienti umidi rupicoli e boschi di latifoglie.
Si nutre di molte specie di invertebrati che preda estroflettendo per alcuni centimetri la lingua appiccicosa, secondo alcuni studi sullo strinatii (Salvidio et al., 1994) la preda principale è costituita da ditteri Limonidi.
Vederlo allo scoperto è molto difficile oltre che per le sue abitudini notturne e ipogee anche per la sua colorazione mimetica.
Non ha i polmoni o le branchie ma respira attraverso la pelle (che deve essere mantenuta costantemente umida) e la mucosa della bocca.
Stranamente le zampe sono parzialmente palmate anche se la specie non fa vita acquatica nemmeno durante la riproduzione, le dita hanno terminazioni a ventosa che permettono all’animale di arrampicarsi agevolmente anche sui rami degli alberi ed è stato osservato che gli arti possono essere rigenerati (Pastorino 1974 e 1978).


Geotritone italiano (Speleomantes italicus) Lo speleomantes Italicus raggiunge una dimensione massima di circa 12,5 cm, la femmina è più grande del maschio, gli immaturi misurano circa 2 cm. e non avendo un ciclo di metamorfosi  escono dalle uova già sviluppati.
Si riproduce due volte all’anno in primavera e in autunno, depone le uova in cavità sotterranee, sotto pietre o foglie in ambienti umidi, le uova si schiudono dopo 10 mesi e la femmina non le abbandona fino alla schiusa.
Il genere speleomantes comprende 7 specie (ambrosii, flavus, imperialis, strinatii, supramontis, sarrabusensis, italicus) di cui 6 sono endemiche dell’Italia (escludendo lo strinatii presente anche nelle Alpi Marittime francesi).
Il rospo comune, l’orbettino, serpenti e uccelli notturni sono i suoi principali nemici.
La specie fa parte della fauna minore particolarmente protetta dalla regione Emilia Romagna (L.R. 15/2006), nell’appendice II della Convenzione di Berna ed è inserita nella direttiva habitat 92/43/CEE nella categoria a minore preoccupazione (LC) poichè la popolazione è stabile e non esistono minacce di declino.

PHYLUM: Cordati
CLASSE: Anfibi
ORDINE: Urodeli
FAMIGLIA: Pletodontidi
GENERE: Speleomantes

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